Category: Cronache dal mondo

Era una bella giornata

‘Finché non ha chiamato lei, quando si ha a che fare con persone egoiste ed egocentriche, tu scompari, in quanto interlocutore non sei che un mezzo sul quale scaricare le proprie frustrazioni, di qualunque tipo, non importa come ma ti farà comunque male. Oltretutto sono professionisti nel manipolare gli eventi e i discorsi, a loro favore, facendoti sentire una nullità, mettendo se stessi al centro di tutto che come un buco nero assorbe la luce da qualunque cosa, se poi sei un parente il disagio è doppio.’

Il fatto di dover scaricare le proprie frustrazioni sugli altri, senza pensare alle ripercussioni che questo potrebbe avere sul resto della giornata è tipico di coloro che di sicuro non hanno a cuore nulla, a parte se stessi. Fin qui non ci trovo nulla di male, anzi penso che chi pecca di egoismo, abbia capito come funziona questo mondo da un sacco di tempo e che vivano meglio di tante persone. Posso passare sopra quasi a tutto, ma non quando si tratta del rispetto per la vita degli altri, pensare che i nostri bisogni vengano prima di quelli dell’intera umanità va bene, se ciò non nuoce ad altre persone. Spero di aver chiarito il concetto iniziale, si perché questo è il sunto dell’intera storia, ogni cosa avviene per un motivo, l’egoismo o il credersi al di sopra della legge, a volte può essere fatale, non tanto per chi ne fa uno strumento ma a scapito di chi dovrà farne le spese, in futuro. La cosa peggiore è sapere di essere nel torto, di realizzare che forse con le tue azioni stai deliberatamente danneggiando un’altra persona, il non fare nulla per evitarlo e continuare con l’operato come se nulla fosse, tanto sei sicuro che finché il tuo nome non viene menzionato, comparendo poco più che come una presenza effimera ed evanescente, non ne pagherai mai le conseguenze. Peccato però che prima o poi qualcuno dovrà pagare, per qualcosa che non ha commesso, per qualcosa che non ha chiesto, solo per la sciagura di non aver avuto scelta anche se in realtà l’alternativa c’era, purtroppo il libero arbitrio, a volte non può essere esercitato quando si ha una psiche fragile, plasmata grazie ad anni di sottomissione da parte di chi in realtà dovrebbe proteggerti dal mondo.

Questo è l’intro di quello che definirei un viaggio, all’interno di tante micro transazioni di cui è composta una singola vita, in cui convergono tanti fattori diversi tra loro, che uniti narrano qualcosa di quotidiano e fastidiosamente familiare, alcune situazioni di sicuro le avrete vissute anche voi, quando ho letto il pezzo da cui è tratto questo brano però ho pensato di contattare chi me lo ha mandato, ho avuto come la sensazione di doverne sapere di più, perché tirare in ballo un argomento così delicato, come la manipolazione psicologica va oltre il semplice capriccio di un figlio nei confronti dei genitori o della famiglia in generale. Sono stato ricontattato in forma anonima, è chiaro che non si voglia far menzione su chi sia, ma il resto del materiale fornito durante e dopo la telefonata, mi ha lasciata interdetta.

Continuerò a scrivere su questa storia, senza dubbio ma immagino che dovrò dargli un titolo o un nome, stavo pensando a Cronache Locali, ma sapevo che avrei dovuto rivelare almeno in parte il luogo, purtroppo colui o colei che si cela dietro a questa storia, mi ha chiaramente detto che i fatti devono essere narrati correttamente, così come sono avvenuti, insieme a cosa posso e non posso fare, ma che nulla più deve essere rivelato, posso ambientarla ovunque, non posso svelare i nomi reali delle persone coinvolte, posso cambiare il sesso del protagonista a mio piacimento, l’importante sono i fatti il resto conta poco, desidera solo raccontare e condividere qualcosa di coraggioso, io continuo a dirgli di denunciare tutti ma la risposta è sempre la stessa,

‘No non posso, forse un giorno quando il tempo sarà finito.’

Prima che me ne dimentichi, il nome di questa serie di articoli sarà ‘Cronache dal Mondo’, si lo riconosco è banale, ma l’ho appuntata durante una conversazione e non riuscivo a non pensarci, perciò la libero e la metto tra li titoli della voce ‘Storytelling’.