Mezzo angelo nella neve

Un guantino di lana che mai più una mano scalderà, l’ultimo giocattolo regalato dal papà, uno stivaletto volato un po’ più in la. All’imbrunire, una maschera velata di morte adorna il pallido volto con un accennato ultimo sorriso dell’amata figlia, davanti casa. Lasciata li in una pozza di sangue, lei osserva inerme le finestre di casa sua, prova a muoversi ma non riesce a capire cosa non va, allora pensa al suo papà preoccupato perché non la vedrà tornare per cena. Sente freddo e caldo allo stesso tempo, non riesce a muoversi per metà mentre è convinta di poterlo fare con l’altra, si illude di muoversi per raggiungere casa, continua finché ormai esausta lascia andare l’ultimo respiro e gli occhi lacrimando chiude. Poco lontano un telefono squilla con fare sinistro ed un urlo agghiacciante al contempo si ode in strada, tra la confusione e lo sgomento una piccola folla si è radunata attorno a quello che sembra un lenzuolo fatto di nuvole, creato dalla neve che continua a cadere ricoprendo quel che sembra un mezzo angelo, creato da Emily con i suoi ultimi istanti di vita nel tentativo di cercare aiuto. Giunto sul posto facendosi strada tra la folla, come trafitto da una lancia Ed il papà senza forze si accascia sulla sua bambina e con fare ansimante le parla, ma non s’odono parole uscire dalla sua bocca, la stringe e la coccola nel tentativo di far tornare in lei il caldo soffio della vita, disorientato e del tutto assente vede e ascolta cose ma non è attento, non si accorge nemmeno che un poliziotto e un infermiere gli stanno parlando, in evidente stato di shock viene sedato e ricoverato. Le luci delle volanti nel frattempo, donano una strana e nuova varietà di colori in questo quartiere dove non succede mai niente, in tutto questo i vicini nonostante il freddo continuano ad arrivare sul luogo dell’incidente, per dare il loro aiuto e sostegno agli agenti, quello è un quartiere tranquillo tutti lavorano o hanno ereditato la splendida villa di famiglia, l’intero quartiere è sconvolto da quanto accaduto proprio a Emily quella bambina tanto graziosa e gentile. Dalle prime indagini era chiaro che in una giornata così, in pochi si erano avventurati con la propria auto per le strade, questo quartiere residenziale a pochi chilometri dalla città più vicina è piccolo, qui tutti si conoscono ed un estraneo a piedi o con la macchina si nota facilmente, a meno che non conosca qualcuno o abbia un parente da venire a trovare, è raro vedere una faccia nuova da queste parti. Lo sceriffo nel frattempo è arrivato e nonostante i suoi molti anni di servizio non è pronto quando gli mostrano Emily che non è stata ancora portata via, quella bambina ha la stessa età di sua figlia e dopo aver tenuto un breve discorso rivolto ai vicini, si gira per osservare meglio dietro di se un altro dipinto con toni decisamente più cupi e sfocati, quel quadro aveva come punto focale la casa di Emily.

Situata in un angolo un po’ isolato del quartiere e avvolta da un fitto bosco sulla parte posteriore, la villa dei Dickens è una gemma dell’architettura coloniale con giardini curati, un cancello maestoso e con diverse uscite secondarie perfette per entrare e uscire senza farsi vedere. Poco lontana dalla strada, l’entrata è illuminata dalle luci del quartiere, ma anche da quei lampioni che i proprietari hanno fatto installare all’interno del viale perché d’inverno è troppo buio, mentre lo sceriffo scruta l’abitazione in quell’istante, un rumore di portiera che si chiude si ode poco lontano, giusto nella direzione da cui stava arrivando Anna la mamma di Emily, che vedendo tutto quel trambusto davanti casa si avvicina e vedendo, il cadavere della figlia prima si butta su uno dei poliziotti chiedendo con fare isterico cosa sia successo gridando e piangendo dopodiché, lo sceriffo le dice che sarebbe dovuta andare con loro in centrale dove avrebbe incontrato anche il marito, con una strana lucidità lei acconsente e viene scortata dagli agenti.

Alcuni giorni prima in centrale una busta di carta gialla piuttosto corposa, indirizzata allo sceriffo ma senza mittente, fa la sua comparsa tra la posta del mattino, una volta chiarito che non si tratta di una bomba decidono di aprirla, c’è anche una lettera che cita ‘Sceriffo non posso dirle il mio nome ne da dove vengo, ma sono sicuro che troverà il contenuto di questa busta molto interessante, quando sarà il momento mi farò vivo io spero solo che non sarà troppo tardi’. All’interno vi era una raccolta ricca e minuziosa di una serie di articoli corredati da date e foto, tutti i ritagli appartenevano a diversi giornali ed ognuno riportava una città diversa, uno stato diverso, un anno diverso e a diversi casi di bambini deceduti a causa di un ‘incidente’, che portava via con se non solo una giovane vita ma anche tutte le speranze e i sogni di una famiglia, ed è proprio questo particolare a destare subito l’interesse dello sceriffo, tutti i bambini deceduti erano figli di famiglie ricche e benestanti di lignaggio anche nobile, proprio il tipo di persone che non badano a spese per le migliori cure, soprattutto quando si tratta del futuro dei loro eredi.

Era chiaro che nessuno era morto di malattia, l’avvelenamento non era da escludere ma quasi tutti avevano avuto un incidente mortale annegati o causa di qualcuno che andava troppo veloce. Le foto di famiglia sembravano uscite da un libro di fiabe, le foto dei matrimoni sfarzosi, i membri importanti della società che frequentavano le loro case spesso loro concorrenti, dopotutto non tutto è oro quel che luccica e di tutto si fa facciata, mentre le foto e i ritagli di giornale che riportavano i fatti raccontavano un’altra storia, i volti di una famiglia affranta, la tragedia che consuma e annienta lasciando solo morte, dolore e tutta una serie di eventi attraverso cui lo sceriffo intravede uno schema.

Ad una prima lettura e per una mente non attenta, quegli articoli non riportavano altro che la notizia di un tragico incidente mentre tutto il resto era puro gossip, creato per coloro che avevano bisogno di argomenti con cui intrattenere gli ospiti, quel giorno però lo sceriffo e il suo aiutante decisero di andare oltre le foto patinate e di leggere con più attenzione, perché se era vero che i giornali avevano riportato la notizia più qualche pettegolezzo, era anche vero che tutti i lettori si fermano alle prime righe ma le parti più interessanti sono sempre quelle centrali, tutti gli articoli benché scritti a distanza di diversi anni, parlando di diverse famiglie e degli incidenti sembravano descrivere sempre lo stesso scenario, il ricco rampollo si innamora di una bella donna, si fidanzano e a distanza di massimo un anno non di più, questi convogliano a giuste nozze e poco più tardi c’è sempre l’arrivo di un bambino celebrato in grande stile, il tutto sembra una bella favola finché dopo un po’ di tempo quando il nuovo arrivato è in età scolare, poco prima della scuola o a metà delle elementari ecco che avviene il tragico incidente, che mina l’equilibrio della famiglia soprattutto quello mentale della madre, che culmina sempre con una richiesta di divorzio, le motivazioni sono le più diverse e tutte legate alla situazione psicofisica della donna a causa del trauma dovuto al lutto. Tutti gli articoli terminano che dopo aver ottenuto il divorzio, della donna non si sa più nulla, ma non era esatto perché la notizia vera è che lei era sempre in prima pagina in ogni caso descritto, dopotutto gli anni passano per tutti ed è ancora più semplice quando si decide di sparire per un po’ per poi tornare a caccia, è incredibile come a volte basti davvero qualche colpo di sole e un po’ di trucco, per sembrare una persona del tutto diversa, avrebbe potuto ingannare chiunque, ma non questo sceriffo.

Giunti in centrale la donna viene accolta con calore e umanità, tutti sanno cosa è successo a sua figlia un agente cerca di consolarla e le dice di farsi forza, lei ringrazia e viene accompagnata in una stanza dove Ed l’avrebbe raggiunta al più presto, poco prima di voltare l’angolo però dietro ad una vetrata, nota un volto familiare che la fa sbiancare, una volta entrata le viene chiesto se vuole del caffè lei per non insospettire nessuno, ma con il volto di chi ha appena visto un fantasma dice di si, mentre con la mente pensa a come uscire da li, nota una finestra ma immagina che sarebbe più facile farsi indicare il bagno, una volta dentro usa una delle cabine per cambiarsi le scarpe con un paio più comode che tiene in borsa, si mette un paio d’occhiali, un cappello e si arrampica su per la finestra da cui riesce a uscire ma non fa che pochi passi prima di sentire queste parole:

‘Ciao Betty vedo che stai bene, e dire che in famiglia sono tutti preoccupati per te’

La donna si gira e non solo vede letteralmente un cadavere che le parla, ma l’intero corpo di polizia che la tiene sotto tiro.

Betty o meglio Elizabeth Clarks ai tempi, conservava ancora tutto il fascino che stregò Andrew Montgomery vedovo da qualche mese all’epoca dei fatti, conobbe Betty in un caffè, non aveva intenzione di instaurare una relazione con lei, ma non si sa come dopo appena un anno i due si sposarono, in famiglia tutti avevano accolto la nuova arrivata come uno spiraglio di luce che aveva riportato Andrew di nuovo alla vita ridandogli il sorriso, già tutti tranne Damian il figlio di Andrew e Lily, il ragazzo non era ancora pronto ad accettare una nuova figura materna con il cadavere di sua madre ancora caldo, fu solo per il padre che tenne il suo disappunto per se stesso, chiudendo il suo cuore a questa nuova presenza che in qualche modo lo inquietava, trovava al contempo però tenero il modo con cui la donna cercava di entrare in confidenza con lui, dopotutto Betty non era di quelle parti e sembrava in cerca di qualcuno con cui passare del tempo, inoltre si era sposata un membro della famiglia Montgomery, un cognome in grado di farti sentire solo in una stanza piena di gente così in qualche modo prese per buono quell’atteggiamento da amica più che da ‘nuova mamma’, iniziando a vederla sotto una luce diversa una persona intelligente, brillante, divertente e con cui parlare di tutto scorgendo in alcuni momenti lati di lei che nessuno vedeva, non quello della ragazza di campagna sperduta trasferitasi in città, ma di una donna di mondo con modi anche raffinati per una che diceva appunto di essere estranea a quel tipo di vita. Questo per il ragazzo fu una sorta di rivelazione, era pur sempre un Montgomery e anche se sei giovane alcune cose ti vengono insegnate fin dalla culla, come per esempio a non abbassare mai la guardia, a non fidarsi di nessuno e prestare molta attenzione alle conversazioni a cui si prende parte, insegnamenti che il ragazzo ritenne inutili fino al 31 ottobre 1983. Quella sera avrebbe dovuto festeggiare Halloween a casa di un amico, purtroppo però mentre lo stavano aspettando, il suo cadavere veniva ritrovato in casa, era stato annegato nella vasca da bagno a seguito secondo gli inquirenti di una rapina finita male, questo accadeva ben 13 anni fa.

Fa freddo mentre le cingono i polsi con le manette, Damian è li di fronte a lei e la fissa con quello stesso sguardo sprezzante e carico di accusa, con cui l’aveva conosciuto da bambino, quel dodicenne che non si fidava di nessuno, solitario che non aveva amici, facile da fare fuori così facile che lei aveva fallito. Mentre si dimenava minacciando gli agenti che le loro carriere erano finite e che suo marito gliel’avrebbe fatta pagare, il ragazzo tira fuori da una tasca una bustina di plastica, con dentro un orecchino che lei riconosce immediatamente. Quella è una busta in cui la polizia di solito inserisce le prove, chi lo ha aiutato nel 1983 si era assicurato che arrivasse integra nel momento in cui sarebbe stata smascherata Betty, alias Anna, alias Stephany, alias Mary Williams scomparsa dalla città di Tampa ben 15 anni fa e che credevano morta suicida a causa del forte dolore, dovuto alla perdita del figlio quella che i giornali descrissero come una tragedia nella tragedia, nel 1983 i tempi non erano maturi ma nel 1996 l’esame del DNA aveva già riscritto la storia del crimine, donando un po’ di pace a chi cercava risposte, smascherando criminali e aiutando le forze dell’ordine ad arrestare i colpevoli, i risultati del test demolirono in maniera definitiva, la lunga carriera di quella che venne identificata come Mary Stephany Williams, si per il secondo matrimonio decise di usare la sua vera identità, che sarebbe scomparsa dopo il suicidio un piano ben studiato, per nascondersi così agli occhi di tutti. Niente e nessuno avrebbe potuto fermarla ma l’incontro con Andrew Montgomery le fu fatale, l’uomo non voleva altri figli Damian era l’unico della sua defunta moglie, il ragazzo per lei era un ostacolo non da poco e scambiando il suo singolare comportamento per debolezza, decise che circuirlo sarebbe stato semplice voleva guadagnarsi la sua fiducia, per poi colpirlo quando meno se lo aspettava, non immaginava che nel frattempo si erano scatenati tutta una serie di eventi che hanno portato al suo arresto. La sua fedina penale iniziava a prendere così forma sotto agli occhi dello sceriffo, andava delineandosi un quadro agghiacciante Mary Stephany Williams uccideva per noia e soldi, quando voleva cambiare marito e casa, lo fa dall’età di diciotto anni un periodo in cui scopre quanto sia facile circuire un uomo con il suo fascino e i suoi modi gentili, esattamente come le aveva insegnato Barb la sua mamma, che l’aveva fatta partecipare a diversi concorsi di bellezza per bambini, ottenendo anche un discreto successo e dove aveva imparato molto su come essere una ‘brava ragazza e i modi gentili’, a scuola non era brillante ma riuscì a diplomarsi nonostante fosse incinta, che la fece convogliare subito dopo a giuste nozze con Steve Müller, il figlio non era suo ma lui l’amava così tanto che non gli importava, era così innamorato di Stephany (uno dei suoi nomi reali), che le regalò appena dopo le nozze un paio di orecchini d’oro personalizzati con una dedica al loro interno ‘sei luce nell’oscurità’, con lui ebbe Michael che dopo appena un anno morì annegato nel lavandino mentre faceva il bagno, venne classificato come incidente dopo la sua morte Stephany chiese il divorzio e Steve distrutto dal dolore decise di concederglielo, vedeva sua moglie ridurmi ad una larva in preda allo sconforto, vedendo che nemmeno il suo amore bastava decise di lasciarla libera, dopodiché di lei sparì dal Texas per ricomparire due anni più tardi in Florida a Tanpa con il nome di Mary Stephany Williams, qui la storia si ripete questa volta però per mettere in atto il suo piano ci impiega ben cinque anni, durante i quali si sposa con Franck Thompson un brillante uomo d’affari, da cui ha un figlio Shawn che verrà investito a soli cinque anni mentre è fuori con la tata, il bambino scende dal passeggino gettandosi in strada e li in quel momento un auto lo investe, nessuno ha visto il conducente dell’auto era troppo veloce e in quel momento erano tutti concentrati su prestare soccorso al piccolo, Mary sconvolta dopo il funerale a distanza di poco tempo chiede il divorzio e una volta ottenuto finge la sua morte inscenando un finto suicidio con successo. Dopo quell’evento riesce comunque a rientrare in possesso dei suoi beni compresa la cospicua somma dell’ultimo matrimonio, ma di Mary Stephany Williams da allora si perde ogni traccia. Nel 1983 ecco che fa il suo debutto in società la sua nuova identità Elizabeth Clarks nel Maryland dove conosce Andrew Montgomery attirata da una comunità stimolante, la scelse come meta per le tante opportunità che questa offriva. Andrew era vedovo da poco e aveva già un figlio Damian che però lei disse di amare come se fosse suo, il problema è che il ragazzo l’ha sempre considerata un’intrusa e quella sera, mentre si divincolava nella vasca da bagno dalla stretta del suo aggressore, la lotta era così concitata che lei non si accorge che Damian le aveva strappato un orecchino, se ne accorse quando era troppo tardi per tornare indietro a riprenderlo, vedendo che il ragazzo non si muoveva più non attese oltre scappando dalla finestra, inscenando così la storia della rapina finita male, il taglio dell’orecchino le aveva lasciato però uno strano segno che lei copriva sempre con i lunghi capelli. Quel ninnolo assai prezioso venne ritrovato chiuso nel palmo della mano di Damian nell’ obitorio sul tavolo del medico legale, che trasalì quando lo vide era così interessato a quel gioiello, da chiedere a Damian che fino a due minuti fa era un cadavere come mai l’avesse lui, si nel frattempo il ragazzo si era svegliato rigurgitando nel laboratorio l’acqua che aveva ingerito, a quel punto Damian gli spiegò che quell’orecchino apparteneva alla sua matrigna, quando il medico gli mostrò una foto della sua ex moglie Damian riconobbe subito che si trattava della stessa donna sposata con suo padre, quella notte scoprì che Betty era anche Stephany Müller l’ex moglie del medico legale che era li per la sua autopsia, quel gioiello riportava anche la dedica incisa 22 anni fa quella notte decisero di allearsi, il medico voleva restituire pace alla memoria di suo figlio e Damian desiderava vederla dietro le sbarre, falsificato il certificato di morte Damian usa lo stesso piano di Mary per scomparire e insieme a Steve iniziare le loro indagini, tutti gli indizi e le prove da loro raccolte furono messe insieme in quella famosa busta gialla, che trovarono sulla scrivania dello sceriffo qualche giorno prima dell’incidente di Emily. In quegli anni dopo aver ottenuto il divorzio dal signor Montgomery scompare di nuovo, per ricomparire nello stato del Maine sei anni più tardi dove incontra in un caffè di Camden Ed Dickens, i due si innamorano lei entra nelle grazie della famiglia e dopo un circa un anno si sposano, Emily nasce nove mesi più tardi ed è l’ultima vittima innocente di Mary Stephany Williams una donna vittima di se stessa, del proprio narcisismo e che non ha mai desiderato essere madre, lei usava i suoi figli come strumenti di ricatto al fine di farsi sposare, una volta venuti al mondo per lei erano solo un ostacolo alla sua libertà e quando era troppo annoiata per continuare la recita, li uccideva per poter intascare la somma del divorzio sparire e passare a quello successivo. La donna venne ritenuta perfettamente lucida al momento dei fatti, al momento della sentenza tutti ricordano il volto di quella donna come una tela bianca, priva di emozioni, con uno strano e inquietante sorriso ma senza alcun rimorso per ciò che aveva fatto.

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